Se esistesse la macchina telecinetica e voleste provarla, potreste trovarvi impreparati, capitando nei luoghi più strani del pianeta. Così ho pensato di fornirvi alcune informazioni utili per capire in quale Paese siete stati teletrasportati. Per esempio: se vi ritrovate ai bordi di un campo dove si svolge una partita fra elefanti non spaventatevi, c’è l’arbitro che ha tutto sottocontrollo.
La recrudescenza del fenomeno neonazista è cosa decisamente diffusa in Europa, negli ultimi anni. Lo spirito nazista, mai del tutto sopito, si riaccende con una sorta di ciclicità in certe frange giovanili estreme, talvolta sposandosi con i temi classici della xenofobia e del razzismo, talaltra affiancandosi al deprecabile fenomeno del tifo violento, tornando a far parlare di sé.
A pochi interessa che lo slogan sia grammaticalmente scorretto (la versione esatta dovrebbe essere “think differently”), perché in poco più di trent'anni l'azienda fondata da Steve Jobs e Steve Wozniak in un garage della Silicon Valley, si è trasformata in un colosso mondiale che ha cambiato per tre volte la nostra società, tecnologicamente parlando.
La prima domanda è: funziona la giustizia nel nostro Paese? La risposta è no. Basta leggere l’ultimo rapporto Doing Business 2009 per scoprire che l’Italia è al 156esimo posto su un totale di 181 Paesi. Se pensate che questo giudizio sia troppo severo nei nostri confronti, allora, vi consiglio di leggere il libro di Stefano Liviadotti, L’Ultracasta, per fuggire qualsiasi dubbio in merito.
Fino al 14 febbraio, alle ore 20.45, presso il Teatro Eliseo di Roma, Gian Marco Tognazzi e Bruno Armando portano in scena “Die Panne ovvero La notte più bella della mia vita” di Friedrich Dürrenmatt, un adattamento di Edoardo Erba di cui firma la regia Armando Pugliese.
Le Relazioni esterne della LUISS Guido Carli invitano a: Mercoledì 10 febbraio 2010 Ore 10.00-13.00 Sala delle Colonne - Viale Pola, 12 – Roma E ICARO VOLO’ SULL’ASFALTO I giovani e gli incidenti stradali: quale prevenzione?
Attesissimo omaggio musicale di Rob Marshall (regista del premio Oscar Chicago) all’indimenticabile 8 ½ di Fellini, con un cast strepitoso e una lavorazione lenta e meticolosa: le premesse di Nine sono ottime, ma proprio per questo vengono deluse aspramente nel corso della visione, mostrando una struttura esile ed un fragile arrangiamento musicale.
“La qualità di una persona si misura dal valore delle sue azioni”. Incontriamo Saverio Bivona, un (fresco, ndr) laureato Luiss, che di questo suo motto ha fatto una massima di vita, impegnandosi al massimo tanto nella vita universitaria, quanto nell’approccio al mondo del lavoro.
Quando per caso o per scelta ci si accosta alla carriera giurisprudenziale, sembra quasi di ascoltare il leggendario Al Pacino ne "L'avvocato del diavolo". “Vanità,decisamente il mio peccato preferito”. Sembra quasi di rileggere un verso di John Milton che negli anni non ha perduto affatto il suo antico vigore e la sua dose di realtà. “Meglio regnare all'Inferno che servire in Paradiso”.
Un frizzante incastro di arte e multiculturalismo dà la luce - dopo il successo de La sposa turca - all’ultimo lungometraggio di Fatih Akin. A stupire, nonostante il proverbiale ritorno alle sue origini, è qui l’inaspettata via della commedia.
Enrico Mentana ha definito “passionaccia” quella che ci porta a dover gestire l’arma della penna e ad esserne travolto, ovvero il giornalismo. Hobby o mestiere che sia, esso proprio in questo periodo sta vivendo una fase estremamente concitata. Vi è un dibattito aperto sulla libertà di stampa,