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(Gilbert Chesterton)
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LiberaMenteOnline 2.0 - il web per una mente libera - Home Page ATTUALITA' Mondo In guerra la prima a morire è la verità Visite articolo: 404
07
Dic
2012
In guerra la prima a morire è la verità PDF Stampa E-mail
ATTUALITA' - Mondo
Scritto da Beatrice Settanni   

gaza guerra israeleLa tregua è arrivata dopo il tragico bilancio dell’operazione “Pillar of Defence” in cui 110 palestinesi sono morti e 3 israeliani sono stati uccisi dai rispettivi razzi nemici, mentre un’intera popolazione è costretta a vivere nell’inferno di Gaza. Quando senza molta attenzione sentiamo queste notizie passare veloci al telegiornale o le leggiamo tra i titoli delle testate più importanti non ci rendiamo certo conto della immensa catastrofe umana che vi è dietro. Un popolo privato della propria terra, un altro che da secoli non trova pace. Non esistono più uomini, donne o bambini, non esistono ebrei o arabi; esistono solo le vittime di un odio feroce.

Nel momento in cui la Gran Bretagna con la dichiarazione Balfour del 1917 aiuta ed approva il progetto sionista ( per puri interessi economici, è utile ricordarlo) si inizia a delineare quello che sarà il futuro “Stato di Israele” con tutte le conseguenze e le discriminazioni a carico della popolazione araba che ciò comporterà, soprattutto in seguito alla  massiccia immigrazione ebraica degli anni ’30 . La lunga storia di orrore e di sangue che caratterizza questa terra non avrà poi certo fine con il Piano di Spartizione della Palestina proposto dall’Onu nel ’47 e contenuto nella risoluzione 181: è il 9 aprile 1948 quando con l’uccisione di 250 arabi, per la maggior parte donne e bambini, ad opera delle truppe dell’organizzazione paramilitare terroristica Irgun inizia la Nakba, l'estromissione di buona parte degli abitanti arabi della Palestina dai confini dello Stato d'Israele. Ed è da quel momento che la violentissima guerra arabo-israeliana non ha fine. Molto ci sarebbe da dire ed è davvero difficile approfondire tale questione in poche e veloci battute: non posso e non voglio farlo. E non posso ovviamente spiegare qualcosa che manca, a parer mio, di un senso logico. C’è chi dice che il sionismo sia la prima causa dell’antisemitismo: sì, no, forse. Non sta a me dire chi ha torto e chi ha ragione. Io vedo soltanto due popoli che rivendicano l’ affermazione dello stesso diritto all’autodeterminazione sulla base di ragioni diverse. Ciò che certamente posso affermare è che in questa tragedia non esiste “il giusto” e “lo sbagliato” perché, come la storia troppe volte ci ha tristemente insegnato, in guerra la prima a morire è la verità.

 

 

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