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C’è una sola religione, benché ne esistano un centinaio di versioni.
(George Bernard Shaw)
12/10/2014

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14
Gen
2009
L'effetto Brunetta PDF Stampa E-mail
ATTUALITA' - Mondo
Scritto da Lorenzo Castellani   

Renato Brunetta“Il Paese è con me, ma un pezzo del Paese no, e me ne sono fatto una ragione: il Paese delle rendite e dei poteri forti, e quello dei fannulloni, che spesso stanno a sinistra." Questo è Renato Brunetta. Il Ministro della Funzione Pubblica e dell'innovazione è insieme a Maria Stella Gelmini, titolare dell'Istruzione, l'elemento più discusso della squadra di governo del Presidente Berlusconi.

Continuo oggetto di attenzioni da parte dei media e delle satire. Con le sue dichiarazioni,talvolta eccessivamente provocatorie, riesce a far insorgere (e quindi a risvegliare dal coma in cui versa da mesi) l'opposizione e ad imbarazzare la maggioranza. Il titolare del dicastero della Funzione Pubblica, che sembra essere immune a critiche e satire, continua deciso e imperterrito nella sua azione riformatrice nei confronti della pubblica amministrazione, varando o proponendo provvedimenti dai quali scaturiscono i più accesi dibattiti politici degli ultimi mesi. Allora, con un personaggio che desta tante attenzioni, conviene forse comprendere chi sia Renato Brunetta.

Nato a Venezia il 26 maggio 1950, figlio minore di un venditore ambulante veneto, si laurea nel 1973 in Scienze Politiche ed Economiche presso l'università di Padova. Nell'anno accademico 1977-1978 è professore incaricato dell'insegnamento di "Economia e politica del lavoro" (Facoltà di Scienze Politiche). Dopo una carriera accademica di alto valore che lo porta ad essere titolare della cattedra di Economia presso l'università Tor Vergata di Roma, decide di giocarsi la carta della carriera politica. Con la politica Brunetta era già venuto in contatto nei periodo dell'insegnamento in quanto consulente economico di alcuni governi nel corso degli anni '80. Il 18 giugno 2008 a Matrix ha dichiarato: "Volevo vincere il Premio Nobel per l'Economia. Ero... non dico lì lì per farlo, però ero nella giusta... ha prevalso il mio amore per la politica, ed il Premio Nobel non lo vincerò più. [...] Ho molti amici che hanno vinto il premio Nobel e non sono molto più intelligenti di me." L' amore per la cosa pubblica lo porta ad essere eletto parlamentare europeo nelle liste di Forza Italia nel 1999. Dal 2007 è Vicecoordinatore Nazionale di Forza Italia ed è responsabile del Settore Programma. Brunetta è anche editorialista de "Il Sole 24 ore" e "Il Giornale" ed è autore di numerose pubblicazioni in materia di economia del lavoro. Vive ininterrottamente sotto scorta dal 1983, in quanto le sue consulenze presso il Ministero del Lavoro gli valgono il poco rassicurante interessamento delle Brigate Rosse. E' vincitore di 4 premi internazionali per le sue opere giornalistiche e per quelle inerenti alle materie economiche. Dal 2008 è appunto Ministro per la Funzione Pubblica e l'innovazione del quarto governo Berlusconi. Brunetta potrebbe essere quindi giustamente annoverato tra le intelighenzie e le eccellenze del nostro paese. Una delle poche, per la verità, che si è prestata alla politica.

Il Ministro è abituato a lavorare con conti e numeri da sempre. Cifre alla mano, la sua battaglia contro le inefficienze e l'assenteismo nel settore pubblico la sta vincendo. A luglio 2008, dopo il 20% di giugno e il 10% di maggio, l'assenteismo dei pubblici impiegati si è ridotto del 30%. Quindi la produttività dei servizi aumenta e gli sprechi diminuiscono. Dopo questa serie di provvedimenti "sconvolgenti" sul pubblico impiego, Brunetta ha sollevato di nuovo scalpore avanzando la proposta,per ora rimasta tale, di voler controllare maggiormente l'orario lavorativo dei magistrati attraverso l'istituzione di tornelli fuori dal tribunale(cosa ci sarà di così strano?). Ultimamente ha proposto, non senza sollevare meno critiche e polemiche, di parificare l'età pensionabile delle donne, portandola quindi a 65 anni. Insomma Brunetta sta mettendo in pratica una politica della quale si parlava da anni ma che mai nessuno, per viltà o convenienza, ha avuto il coraggio di applicare. Una serie di provvedimenti concreti e giusti che non si sono risolti solo ed unicamente in parole. Nonostante questo e nonstante il Ministro della Funzione Pubblica sia uno dei pochi esponenti che per ora si siano dimostrati alla luce dei fatti realmente seri e competenti, piovono le solite critiche e polemiche da parte di tutta l'opposizione. Nel caso della riforma della scuola ad esempio, è chiaro come le polemiche, le manifestazioni, le opposizioni possano essere giustificate in quanto la disposizione normativa possa considerarsi opinabile. Nel caso della "lotta ai fannulloni" di Brunetta il provvedimento non è opinabile, andava oggettivamente preso e non è passibile di soluzioni differenti. Risulta pertanto incomprensibile il continuo bagaglio di polemiche offerto dall'opposizione conto il Ministro, a meno che con lucidità mentale non si giustifichi il comportamento del centro-sinistra come esposizione di un mero calcolo politico e di voti. A dimostrazione ancora una volta di come la partigianeria e la cieca opposizione siano delle costanti immutabili nella vita politica italiana. Intanto Brunetta, che notoriamente non è un denigratore dei propri meriti, dichiara con una punta di orgoglio e ironia a Repubblica "Sono meglio di Padre Pio", sottointendendo di avere poteri guaritivi in riferimento al dimezzamento delle assenze per malattie degli statali dopo l'emanazione del Decreto Brunetta.

 

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