Ru486, un nome che da qualche mese è sulla bocca di tutti, per un motivo o per un altro. Innanzi tutto, per chi non lo sapesse, stiamo parlando della pillola che permette l’aborto chimico entro i primi due mesi della gravidanza. Si tratta di mifepristone, uno steroide che agisce direttamente sui ricettori progenistici, cioè quelli che permettono la gravidanza, causando il distacco del feto. Risulta proprio per questo essere una procedura molto meno invasiva e dolorosa di quella chirurgica, il raschiamento del feto, che può avvenire entro i sessanta giorni dal concepimento.
Per scrivere di una persona, la si dovrebbe prima conoscere. Non solo sapere come si chiama o cosa ha fatto, ma chi era. Chi era, quindi, Edmondo Berselli? Leggendo le sue biografie, veniamo a sapere che nasce a Campogalliano (Modena) il 2 febbraio 1951. Berselli inizia la sua carriera dal basso, come correttore di bozze alla casa editrice Il Mulino. Era il 1976, tre anni dopo sarà assunto come redattore dell’omonima rivista, e nel 2002 ne diverrà direttore, chiudendo il cerchio di una carriera perfetta.
L’uomo è strano, a volte, patologicamente castrante nei confronti della realtà. Da piccoli ci insegnano a chiamare le cose che ci circondano con i loro specifici nomi: ha il tetto e le finestre, allora è una casa! È bella e rassicurante… allora è mamma! E così via. Poi, una volta diventati grandi, chissà, forse per una dannata legge del contrappasso, si cambiano i nomi, o meglio, li si camuffa, per aggiungere charme ad un termine di per sé troppo obsoleto ed assolutamente out per i nostri tempi.
Nella bellissima terra di Sicilia, piena di bellezze così come di contraddizioni, nella millenaria città di Palermo vi è un albero che vuole essere innanzitutto, il simbolo alla lotta contro la mafia e poi il ricordo di Giovanni Falcone che si è battuto per perseguire il suo sogno, di poter vedere forse un giorno una terra guarita dal proprio male che si chiama mafia.
Portatore sano di cultura. Questo il significato della coccardina gialla che ci hanno dato il 9 Maggio 2010, all’ingresso dell’Auditorium Parco della Musica, per assistere all’esecuzione della Nona Sinfonia di Beethoven ad opera dell’Orchestra e del Coro dell’Accademia di Santa Cecilia, diretta da Antonio Pappano.
Nel dibattito politico italiano degli ultimi anni, uno degli slogan più gettonati, ripetuti fino alla noia da politici e giornalisti “indipendenti”, è quello che vuole a tutti i costi etichettare come estremisti, nemici della volontà popolare, coloro i quali considerano il berlusconismo come una deriva autoritaria ed antidemocratica. Ma è davvero estremistico ed aberrante affermare che Berlusconi rappresenta una pericolosa anomalia?
A un mese di distanza, non si ferma lo scontro inziato in diretta televisiva nella con Fini che lancia le provocazioni, Berlusconi che si alza e sbatte i pugni per rivendicare la sua leadership e la sua autonomia all’interno del partito. Il Presidente della Camera esige il diritto di dissentire dalla linea governativa e dall’azione del Popolo della Libertà, troppo succube, a suo dire, dell’inarrestabile Lega Nord che ormai detta l’agenda di governo. Esige una legalità migliore di quella proposta in questi mesi, esige rispetto di ogni diversità di vedute, proclamando la sua assoluta contrarietà a far vacillare il governo e la leadership (definita “indiscussa”) dell’amico-nemico Silvio.
Privacy: espressione inglese intraducibile in italiano. La parola più simile, per complessità e completezza di significato, è riservatezza. Parola che sembra paradossalmente vuota e priva di sostanza in quest'era, dove Facebook, Twitter e simili Social Network sono utilizzati in continuazione, sopratutto da giovanissimi. Quanto avvenuto a Claudia Pandolfi sembra dimostrare una volta di più che la riservatezza è decisamente comatosa, dato che per difendere la sua intimità è finita in ospedale.
Da un lato la Grecia, cicala ad un millimetro dal fallimento di Stato, dall’altro la Germania, formica chiamata a salvarla da detta bancarotta, a cui si chiede il prestito maggiore tra le sorelle europee. C’è il fascino classico del Partenone in quello neoclassico della Porta di Brandeburgo, Hegel guarda a Platone, Schliemann ha speso una vita dietro Micene e Troia: i tedeschi amano i Greci, li ammirano.
La società democratica funziona se alla base vi è un solido fondamento morale. Una “guida” cioè attraverso la quale l’uomo agisce e compie certe azioni piuttosto che altre. La morale si manifesta ogni qual volta l’uomo deve affrontare una scelta, alla quale, seguirà un comportamento morale. L’oggetto della morale è l’etica che si contrappone all’interesse.